Il lavoro a domicilio in Italia

I lavoratori a domicilio per la legge italiana: quali sono i loro diritti e quanto guadagnano, quali sono gli obblighi del datore di lavoro. Quando non è consentito il lavoro a domicilio?

Cosa dice la legge italiana sui lavoratori a domicilio? Quali sono i loro diritti?
L'Italia non ha ratificato la Convenzione Oil C177, ma l'attività del lavoratore a domicilio è comunque prevista e regolata dalla legge, in particolare dalla legge n. 877 del 18 dicembre 1973, in seguito modificata dalla legge n. 858 del 16 dicembre 1980.
Il lavoratore a domicilio è di fatto un lavoratore subordinato, ma il vincolo di subordinazione è attenuato, dal momento che si trova in luogo diverso da quello in cui il datore di lavoro svolge normalmente la propria attività. L'imprenditore non può quindi esercitare i propri poteri datoriali in modo tradizionale, anche se dà le direttive sulle modalità di esecuzione, le caratteristiche e i requisiti del lavoro da svolgere nella lavorazione dei prodotti.
Il lavoratore a domicilio può utilizzare mezzi e attrezzature proprie e può farsi aiutare dai familiari nello svolgimento dell'attività.
Nel caso del lavoratore a domicilio, il rapporto di lavoro è lo stesso di qualsiasi altro lavoratore, con alcune differenze:
- non si possono applicare i contratti di solidarietà;
- la disciplina legale delle ferie e delle festività non viene applicata, ma al lavoratore devono essere corrisposte delle percentuali (stabilite dal Contratto Nazionale) a titolo di ferie e festività;
- in caso di maternità, non sono previste astensione facoltativa e riposi giornalieri;
- la normativa sulla Cassa integrazione guadagni non viene applicata;
- il riposo settimanale non viene applicato.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro da parte dell'azienda, il lavoratore a domicilio può ricevere l'indennità di mobilità?
Se l'azienda (non edile) ha operato dei licenziamenti per riduzione del personale o per cessazione dell'attività e rientra nel campo di applicazione della disciplina dell'intervento straordinario di integrazione salariale, il lavoratore a domicilio ha diritto all'indennità di mobilità. Unica clausola è che il lavoratore sia stato dipendente della stessa azienda per almeno 12 mesi, di cui almeno 6 di lavoro effettivamente svolto (compresi i periodi di sospensione per ferie, festività e malattia).

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro rispetto alla sicurezza?
Il datore di lavoro ha l'obbligo di informare il lavoratore a domicilio dei rischi per la salute e delle misure e dei dispositivi di prevenzione, deve rispettare le norme sulla visita medica preassuntiva, il divieto di richiedere lavori pesanti o insalubri, l'obbligo di garantire un ambiente di lavoro adeguato.

Quanto guadagna il lavoratore a domicilio?
Lo stipendio del lavoratore a domicilio viene stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della sua categoria, secondo la tariffa di cottimo pieno. Se questa tariffa non è presente nel contratto, viene determinata dalla commissione unica provinciale per le politiche del lavoro.

Nel caso in cui il datore di lavoro non rispetti il contratto, a chi può rivolgersi il lavoratore a domicilio?
Il lavoratore può rivolgersi al proprio sindacato di riferimento.

Il lavoro a domicilio è sempre consentito?
No, ci sono alcuni casi in cui non è consentito:

  • attività che comportano l'impiego di sostanze o materiali nocivi o pericolosi per la salute o l'incolumità del lavoratore e della sua famiglia;
  • aziende che abbiano effettuato licenziamenti o sospensioni dal lavoro in seguito a ristrutturazione, riorganizzazione, conversione;
  • stipula di contratti tramite mediatori o intermediari.
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