12/12 – Smart working: completata la normativa

Assicurazione contro infortuni e malattie professionali anche per il cosiddetto “lavoro agile”, che in Italia è aumentato del 60% rispetto allo scorso anno

12/12/2017 – Introdotto con la legge 81 del 2017, il lavoro agile o smart working è un tipo di lavoro subordinato, che non va però confuso con il telelavoro. Nel caso dello smart working, l’accordo fra datore di lavoro e dipendente non prevede vincoli di orario o di luogo di lavoro, mentre prevede, come nel caso del telelavoro, la possibilità di usare la tecnologia per svolgere le proprie mansioni. In parte il lavoro si svolge all’interno dell’azienda, in parte all’esterno, in un luogo scelto dal dipendente, che può essere anche diverso dalla sua abitazione.

La circolare Inail di novembre completa la normativa relativa al lavoro agile, dichiarando anche i lavoratori ‘smart’ titolari del diritto all’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali. Secondo i dati dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano, presentati al Senato nel convegno "Smart working ed evoluzioni normative", rispetto allo scorso anno questa modalità lavorativa è aumentata del 60%: i 305mila ‘agili’ sono per la maggior parte uomini con un’età media di 40 anni e lavorano soprattutto per grandi aziende del Nord.

Attualmente, tuttavia, solo il 5-6% delle persone che potrebbero approfittare di questo strumento (cioè coloro che non lavorano nei settori manifatturiero e dei servizi alla persona, per esempio) sono effettivamente coinvolte; molto meno della media europea, dove il 17% di chi potrebbe lavorare ‘smart’ lo fa in concreto.

Secondo il rapporto dell’Osservatorio, se il coinvolgimento venisse portato al 70%, il Paese godrebbe di 13,7 miliardi di benefici complessivi, visto che lo smart working aumenta la produttività del 15% circa. Inoltre, i lavoratori e le lavoratrici sono più soddisfatti perché possono conciliare maggiormente vita e lavoro, risparmiano il tempo degli spostamenti e accrescono le proprie competenze digitali. L’introduzione del lavoro agile su più ampia scala porterebbe dei vantaggi alla società intera, come riduzione del traffico e dell’inquinamento, e maggiore inclusione sociale.

L’amministratore delegato di Microsoft Italia, Silvia Candiani, ha sottolineato come in Microsoft lo smart working sia stato applicato con successo già più di dieci anni fa, con effetti positivi sulla produttività e sulla soddisfazione dei propri dipendenti.

Fra i diritti garantiti dalla legge, c’è anche quello alla disconnessione: il datore di lavoro non deve aspettarsi che il dipendente sia sempre disponibile. Inoltre, va ricordato che lo smart working non è un nuovo tipo di contratto, ma un modo di svolgimento del lavoro subordinato, pertanto restano valide le norme e le garanzie del normale lavoro dipendente. 

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