1/11 - Contratti: aumentano quelli a tempo determinato

I dati più recenti relativi al mercato del lavoro in Italia mostrano una forte crescita dei contratti a tempo determinato e un aumento dei lavoratori indipendenti

1/11/2017 - Qual è la situazione dei contratti in Italia? Gli ultimi dati sul mercato del lavoro presentano innanzitutto un forte aumento del tempo determinato: mai nel nostro Paese si era visto un così alto livello di questo tipo di contratti. Secondo l’Osservatorio sul precariato dell’Inps, nei primi sette mesi del 2017 l’aumento è stato del 25,9%, anche se ad aumentare sono stati in particolare i contratti a somministrazione (+20,4%) e quelli a chiamata, che nello stesso periodo sono cresciuti del 124,7%.

Nella sezione de Iltuosalario.it dedicata alle leggi sul lavoro e in particolare alla garanzia del posto di lavoro è possibile trovare ulteriori informazioni sui contratti a tempo determinato, e in particolare sulla loro durata. Se i contratti collettivi non specificano diversamente ed escludendo il lavoro stagionale, secondo la legge la durata del contratto a tempo determinato tra lo stesso lavoratore e datore di lavoro non può superare i 36 mesi. Se necessario, è possibile firmare un altro contratto fra gli stessi soggetti e della durata massima di 12 mesi, ma solo nella direzione territoriale del lavoro competente.

Fra le cause di questo boom del tempo determinato (di tipo ‘precario’), l’Osservatorio dell’Inps individua la cancellazione dei voucher da parte del governo, mentre secondo Lavoce.info l’aumento dei contratti dipendenti è dovuto alla costante diminuzione dell’occupazione indipendente. Nel 2004 i lavoratori indipendenti erano 6 milioni e 300mila, mentre nel 2016 meno di 5 milioni e 500mila: una riduzione quasi del 13% che porta l’Italia più vicina alla media europea e che potrebbe portare dei benefici anche alle entrate dello Stato, visto che questi sono i lavoratori che evadono di più. Nell’ambito di una generale diminuzione dei lavoratori indipendenti, fanno eccezione i liberi professionisti – ovvero i lavoratori indipendenti che offrono una prestazione intellettuale – che sono invece aumentati.

Il crollo riguarda soprattutto i cosiddetti ‘piccoli imprenditori’, diminuiti del 40% fra il 2004 e il 2016 (anche se è interessante notare che la maggior parte hanno chiuso l’attività prima della crisi). I collaboratori registrano una diminuzione del 38%, in particolare dal 2015, quando con il Jobs act sono stati abrogati i contratti a progetto. I contratti di collaborazione sono destinati a sparire, e questa può essere una delle concause dell’aumento dei contratti a tempo determinato.

Si è ridotto notevolmente anche il numero dei lavoratori in proprio senza dipendenti e i coadiuvanti. SI tratta soprattutto di negozianti e commercianti schiacciati dalla concorrenza di supermercati e centri commerciali. 

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